Lettera da un brevettato, per due brevettati.

La mia settimana era cominciata bene, riflettendo su che giro avrei fatto il week-end, sarebbe stato un 300km facile, easy, con due salite secche: sarebbe stato Fedaia. Il giovedi invece arriva un messaggio da Ilario, con: “Domenica mi fai compagnia?” Sudore freddo, dato che sapevo cosa mi aspettava. Tentenno, cosa faccio, chiedo: “Dove?” Sarebbe stato Brevetto. Io mi informo, chiedo a Roby il minimo sindacale per ottenerlo, bastano 7 salite, un anello, facile, fattibile…ma invece per Ilario no: sarebbero da far tutte, altrimenti che Brevetto è? Io insisto nell’andare a Jesolo, in me spero piova e invece si va. Partenza domenica 1 luglio alle 5, briefing veloce, sarà Bornass per prima: umida, bagnata, sole che fa capolino e una volta all’albergo si decide di andare in Pianca…sarà una in meno alla fine. Si scende cauti e via su allo Chalet di Dardago: facile, veloce, salita aperitivo. Ci aspetta il Gaiardin da davanti fin dal Titti: acqua a Caneva (per fortuna per sto BPP acqua e fontane a manetta), si suda, l’afa comincia e l’umidità sale, anche se il cielo è velato. Il ritmo del mio collega è veloce, mi aspetta sulla panca a sorseggiare la Coca, foto di rito e giù. Pronti i carbonai, quattro chiacchiere col pensionato di turno da dove si prende la salita, sempre dritti a Villa di Villa e si segue sulla destra per il Cansiglio. Si sale, si suda, si beve, si mangia e si incrociano quelli del Finalone. Si arriva di nuovo dal Titti ma stavolta si pranza, sempre col Cochino e un bel panino speck e formaggio, chiacchierando con il personale, che essendo le 11.30 si appresta a servire i molti pranzi. A noi invece spetta il bello, scender dal Castello di Caneva, veloci sulle strade della 24ore per imboccare la doppia Mezzomonte e Pianca. Caldino, mezzogiorno, rabbocco acqua alla pompetta della chiesa di Polcenigo, si scambian due parole con altri due Principi in sosta gelato e su. Mezzomonte con le sue prime rampe fa paura, ma poi scema pian piano fin alla pompetta: spettacolare, da restarci ore, invece inizia dal Cimitero la salita per me più ostica, difficile, pendenze importanti sul cemento e con gli scarichi dell’acqua che necessitano di attenzione. Un’oretta di fatica, per fortuna dopo sopra molla la pendenza a doppia cifra, ma il cemento finale è devastante. Si sale in quota, fa fresco e si scende: attenzione che la strada non permette velocità, scarichi acqua importanti e da prender con calma, anche se la velocità sale ed il brecciolino ti fa star dritte le orecchie. Arrivo in Pianca, Ilario fa il solito panchinaro e ci finiamo il panino. Ci assale un dubbio, avendo già 7 ascese ed essendo sfiniti: cosa dobbiamo fare, minimo, per esser brevettati? Veloce messaggio a Roby, che come tutte le persone normali la domenica pomeriggio dei mondiali se ne sta divanato: basta fare Pala Barzana da Barcis. Sospiro di sollievo, quasi fatta allora. Si fa acqua, foto di rito e giù con 4 depliant di carta sul ventre per il pancino al caldo. Barcis: mai una gioia, nemmeno un gelatino. Ho fatto l’uscita col più atleta tra i Principi, re delle GF e maglia nera cucita addosso da 2 anni. Pala Barzana è facile, corta, da 400m si sale di altri 500m, ma per me è devastante, ma sarà l’ultima. Penso alle foto, ai post e a tornar casa a vedere la partita delle 20, con la cena sul piatto…invece in cima mi trovo un Ilario spiaggiato, rilassato, che mi dice: “Non si può chiudere un BPP con una salita come questa: sarà di nuovo Pianca”. Non ho parole, ma se lo dice lui, si va. Barcis e acqua e cibo, ma sempre zero gelatino. Le prime rampe cominciano coi tornanti pesanti, poi le gambe girano, sarà stata l’ultima barretta e salgo veloce, sereno, contento, son 13 ore che son in sella, arrivano i 200km ed i 6000D+. Sul Pianca vedo il mio compagno e scatto: l’ultima salita deve essere mia…e così è. Ma che spettacolo. Optiamo per carico acqua, zero birra e si scende dai Fioi per il reintegro. Mantellina o depliant e fazzoletto che copre la nuca sudata (ultima moda) e giù: il sole è sceso e siamo fradici di sudore per l’afa. Discesa da paura: noi ex motociclisti il Pianca lo si conosce bene, con le sue curve, le buche, le insidie e…la voglia di birra. Ad Aviano incontriamo Marco, di rientro anche lui con la sua MTB, lo riconosco, va portato a valle, per cui si mantiene una velocità di crociera consona ed alle 19.30 siam seduti dai Fioi, come programma alle 20 a casa. Birre meritate. Giornata un pò pesante, faticosa, duretta, ma andava fatta.